Svizzera e Singapore sono accumunati, oltre a essere presenti nella Black List emessa dall'Amministrazione Finanziaria italiana, nella difficoltà di colloquio con l'Italia.
Intervistato dal Corriere della Sera, Tharman Shanmugaratnam, il ministro del Tesoro singaporiano, alla domanda del giornalista:
"Perché non avete fatto accordi di scambio d' informazioni con l' Italia?"
risponde:
"Ci piacerebbe. Lo abbiamo proposto, è che per ora le cose non sono progredite. Firmeremmo volentieri un accordo perché con l' Italia abbiamo un rapporto sempre più importante."
Possibile sia "un'abitudine" del Governo italiano reclamare informazioni ma senza procedere a firmare accordi dettanti le regole dell'assistenza amministrativa? Sembrerebbe di si, visto che ora sono 2 i paesi che confermano questa pratica: Svizzera e Singapore.
Interessante il commento del Ministro Shanmugaratnam in merito al segreto bancario:
"... nessuno, nemmeno l' Ocse, la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, chiede che i diritti dei contribuenti siano ignorati. E nessuno chiede che la privacy dell' informazione delle banche sia ignorata. Sarebbe un mondo peggiore, non sarebbe un mondo dinamico, non sarebbe capitalismo nel senso positivo e con le sue virtù ...".
L'etica della privacy patrimoniale è un concetto condiviso in più paesi.
L'articolo del Corriere della Sera lo trovate a questo link.
Per approfondimenti su questo tema consiglio la partecipazione al workshop "Singapore: alternativa alla Svizzera?" (workshop qui).
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giovedì 5 novembre 2009
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