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giovedì 3 settembre 2009

Il Canada indaga su conti in Svizzera


Le autorità canadesi vogliono informazioni sui contribuenti del loro Paese che hanno conti all'UBS. Lo hanno detto mercoledì a Toronto rappresentanti dell'Agenzia per le entrate canadese (ARC) in un incontro con alcuni rappresentanti della grande banca svizzera.

"L'ARC ha evidenziato la necessità di ottenere le informazioni richieste", ha indicato la sua portavoce Caitlin Workman all'agenzia di stampa svizzera ATS. La portavoce ha precisato che il governo canadese esaminerà ora i risultati di questa riunione per decidere se organizzare incontri supplementari.

La Workman ha pure affermato che l'incontro ha permesso alle due parti di meglio comprendere la complessità della situazione, in particolare "le diverse disposizioni legali inerenti alle convenzioni fiscali".

Dal canto suo, un portavoce dell'UBS ha rifiutato di commentare le informazioni fornite dall'ARC.

La riunione era stata annunciata una settimana fa da Ottawa. Qualche giorno prima il ministro canadese delle imposte Jean-Pierre Blackburn aveva indicato che se l'UBS rifiutasse di collaborare, il governo canadese adirebbe le vie legali per ottenere le informazioni.

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martedì 1 settembre 2009

Gli Stati Uniti hanno presentato una domanda di assistenza amministrativa nella causa UBS


Gli americano chiedono informazioni su 4'450 relazioni bancarie di UBS all'Amministrazione fiscale svizzera.

La richiesta statunitense è effettuata sulla base della Convezione del 1996, l'unica "Legge" a cui si può fare riferimento in questi casi. La richiesta procede sulla base di questo accordo, ratificato da entrambi i paesi. Ma la prassi e conseguente velocità nella trasmissione delle risposte svizzere dipende dall'accordo siglato tra USA e Svizzera in merito al "problema UBS".

Potete trovare il testo del comunicato stampa dell'Amministrazione Federale Svizzera delle Contribuzioni in questo link.

La prima considerazione è che la campagna di stampa italiana della scorsa settimana sul "segreto bancario morto" è, a mio parere, da ritenere senza fondamento. Lo stato di diritto ha prevalso, i clienti statunitensi di UBS sono comunque salvaguardati nei loro diritti come definito dalla Legge Svizzera.

Ciò è bene, mancasse altro che i trattati internazionali non sono più validi solo perchè uno Stato è più forte economicamente e militarmente di un altro Stato!
Sarebbe la fine della convivenza tra le nazioni e un patologico esempio di convivenza tra le persone.
Detto questo è importante comprendere la portata della richiesta americana: riguarda contribuenti già identificati dal fisco statunitense? Gli americani forniranno la prova che questi contribuenti si sono macchiati di frode fiscale?

Come dicono i francesi: "affarire a suivre", vi terrò informati.

Ti invito ad esprimere il tuo parere sulla questione:
Il segreto bancario svizzero sarà rispettato nel caso dei clienti americani di UBS?


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giovedì 20 agosto 2009

Tanto rumore per nulla!

La reazione della stampa italiana all'accordo Svizzera/USA su UBS

La reazione a caldo della stampa italiana all'accordo raggiunto tra Svizzera e USA in merito alla vicenda UBS è una dimostrazione di quanto sia necessario distorcere il significato degli eventi per adattarli alle necessità di cassa dello Stato.

La campagna mediatica per "spingere" il contribuente italiano ad aderire allo Scudo Fiscale 2009 passa anche attraverso la pubblicazione di notizie terroristiche e prive di fondamento.

Ottima l'analisi di Paolo Bernasconi
Al contrario è esemplare per obiettività l'analisi dell'accordo USA/Svizzera presentata per il "Sole 24 Ore" da Paolo Bernasconi (foto), ex procuratore pubblico svizzero, avvocato, uno dei massimi esperti del settore finanziario (link).

Bernasconi afferma che l'accordo è semplicemente la conferma dell'applicazione delle procedure previste dalla convenzione fiscale firmata nel 1996 dai due paesi: (... post completo qui ...)