Propongo un interessante pubblicazione del Credit Suisse, pubblicazione che viene presentata con questo abstract:
"Attorno al successo delle banche svizzere sono fioriti numerosi miti. Uno fra i più discussi è senz'altro il segreto bancario, che in moltissimi libri e film viene presentato come rifugio finanziario per malviventi e truffatori. Emagazine smaschera i nove equivoci più comuni."
I 9 equivoci a cui il Credit Suisse risponde sono i seguenti:
1) Il segreto bancario serve soprattutto al riciclaggio di denaro?
2) Il segreto bancario copre i capitali in fuga di dittatori del Terzo mondo?
3) I conti cifrati discreditano la Svizzera sul piano internazionale?
4) Il segreto bancario offre ai potenti e ai ricchi la possibilità di nascondere certi fatti?
5) A causa del segreto bancario, alla Confederazione vengono a mancare miliardi di entrate fiscali?
6) La distinzione tra evasione e frode fiscale è un abile artificio giuridico?
7) Con l'ausilio della distinzione tra evasione e frode fiscale, le banche svizzere nascondono i soldi di stranieri che commettono una frode ai danni del fisco?
8) Le banche svizzere ignorano non appena possibile le richieste di assistenza giudiziaria inoltrate da autorità estere?
9) Il segreto bancario è alla base del successo delle banche svizzere?
La pubblicazione si trova a questo indirizzo del Credit Suisse oppure a questo address legato al blog.
Ti invito al prossimo workshop sul tema.
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lunedì 2 novembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
Liste grigie o nere: la Svizzera ne è fuori

La lista grigia dell'OCSE perde la Svizzera
Con la firma odierna della nona Convenzione di doppia imposizione (CDI) con il Qatar da parte del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e del primo ministro del Qatar, la Svizzera ha attuato rapidamente i criteri dell'OCSE. Essa ha firmato dodici convenzioni contenenti la clausola dell'assistenza amministrativa ampliata in materia fiscale. Ulteriori convenzioni seguiranno. La Svizzera verrà quindi stralciata dalla cosiddetta lista grigia del Segretariato dell'OCSE. (Link)
Il Segreto bancario garantito in Svizzera
La decisione di riprendere lo standard OCSE nell'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale, in conformità con l'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE non ha alcuna conseguenza per i contribuenti residenti in Svizzera. La protezione della sfera privata di clienti nazionali e internazionali delle banche (segreto bancario) da interventi ingiustificati da parte dello Stato resta garantita. Essa non muta neppure, nel diritto interno, le possibilità delle autorità fiscali svizzere di accedere a dati bancari.
Il diritto interno svizzero applicabile alle Convenzioni OCSE
Le convenzioni contro le doppie imposizioni firmate dalla Svizzera con nove paesi tra cui USA, UK, Francia e Germania, si basano sul modello di convenzione accettato internazionalmente: il modello OCSE. Questo modello prevede l'uso della prassi interna Svizzera per ottenere le informazioni bancarie da scambiare con le autorità degli Stati richiedenti.
Il fisco svizzero non può accedere direttamente ai dati bancari, ma può richiedere, gentilmente, al contribuente, svizzero o estero, di fornire i dati sulle sue relazioni personali con una banca già ben identificata dal fisco stesso.
Per approfondimenti su questo tema consiglio la partecipazione al workshop sul segreto bancario (workshop qui).
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venerdì 4 settembre 2009
Sentenza della Corte di giustizia europea

La norma internazionale è superiore al Codice Civile
La causa coinvolge l'Agenzia delle Entrate
La Corte Europea ha ribadito ancora una volta che i trattati internazionali, in questo caso la legislazione europea, sono superiori alla Legge interna.
Il testo della sentenza è scaricabile qui.
Questa sentenza è importante per gli effetti che ha sullo scambio di informazioni bancarie tra le amministrazioni fiscali di paesi diversi, ad esempio quella italiana e quella svizzera.
Infatti il modello OCSE, quindi la norma internazionale riconosciuta, determina una serie di requisiti necessari per poter scambiare le informazioni, anche bancarie.
L'analisi di questi requisiti determina degli scenari che contraddicono le affermazioni del Governo italiano e le analisi frettolose della stampa.
Ti invito al prossimo workshop sul tema.
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La causa coinvolge l'Agenzia delle Entrate
La Corte Europea ha ribadito ancora una volta che i trattati internazionali, in questo caso la legislazione europea, sono superiori alla Legge interna.
Il testo della sentenza è scaricabile qui.
Questa sentenza è importante per gli effetti che ha sullo scambio di informazioni bancarie tra le amministrazioni fiscali di paesi diversi, ad esempio quella italiana e quella svizzera.
Infatti il modello OCSE, quindi la norma internazionale riconosciuta, determina una serie di requisiti necessari per poter scambiare le informazioni, anche bancarie.
L'analisi di questi requisiti determina degli scenari che contraddicono le affermazioni del Governo italiano e le analisi frettolose della stampa.
Ti invito al prossimo workshop sul tema.
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giovedì 3 settembre 2009
Il Canada indaga su conti in Svizzera

Le autorità canadesi vogliono informazioni sui contribuenti del loro Paese che hanno conti all'UBS. Lo hanno detto mercoledì a Toronto rappresentanti dell'Agenzia per le entrate canadese (ARC) in un incontro con alcuni rappresentanti della grande banca svizzera.
"L'ARC ha evidenziato la necessità di ottenere le informazioni richieste", ha indicato la sua portavoce Caitlin Workman all'agenzia di stampa svizzera ATS. La portavoce ha precisato che il governo canadese esaminerà ora i risultati di questa riunione per decidere se organizzare incontri supplementari.
La Workman ha pure affermato che l'incontro ha permesso alle due parti di meglio comprendere la complessità della situazione, in particolare "le diverse disposizioni legali inerenti alle convenzioni fiscali".
Dal canto suo, un portavoce dell'UBS ha rifiutato di commentare le informazioni fornite dall'ARC.
La riunione era stata annunciata una settimana fa da Ottawa. Qualche giorno prima il ministro canadese delle imposte Jean-Pierre Blackburn aveva indicato che se l'UBS rifiutasse di collaborare, il governo canadese adirebbe le vie legali per ottenere le informazioni.
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Keywords:
Canada,
evasione fiscale,
off-shore,
segreto bancario svizzero,
UBS,
USA
martedì 1 settembre 2009
Gli Stati Uniti hanno presentato una domanda di assistenza amministrativa nella causa UBS

Gli americano chiedono informazioni su 4'450 relazioni bancarie di UBS all'Amministrazione fiscale svizzera.
La richiesta statunitense è effettuata sulla base della Convezione del 1996, l'unica "Legge" a cui si può fare riferimento in questi casi. La richiesta procede sulla base di questo accordo, ratificato da entrambi i paesi. Ma la prassi e conseguente velocità nella trasmissione delle risposte svizzere dipende dall'accordo siglato tra USA e Svizzera in merito al "problema UBS".
Potete trovare il testo del comunicato stampa dell'Amministrazione Federale Svizzera delle Contribuzioni in questo link.
La prima considerazione è che la campagna di stampa italiana della scorsa settimana sul "segreto bancario morto" è, a mio parere, da ritenere senza fondamento. Lo stato di diritto ha prevalso, i clienti statunitensi di UBS sono comunque salvaguardati nei loro diritti come definito dalla Legge Svizzera.
Ciò è bene, mancasse altro che i trattati internazionali non sono più validi solo perchè uno Stato è più forte economicamente e militarmente di un altro Stato!
Sarebbe la fine della convivenza tra le nazioni e un patologico esempio di convivenza tra le persone.
Detto questo è importante comprendere la portata della richiesta americana: riguarda contribuenti già identificati dal fisco statunitense? Gli americani forniranno la prova che questi contribuenti si sono macchiati di frode fiscale?
Come dicono i francesi: "affarire a suivre", vi terrò informati.
Ti invito ad esprimere il tuo parere sulla questione:
Il segreto bancario svizzero sarà rispettato nel caso dei clienti americani di UBS?
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La richiesta statunitense è effettuata sulla base della Convezione del 1996, l'unica "Legge" a cui si può fare riferimento in questi casi. La richiesta procede sulla base di questo accordo, ratificato da entrambi i paesi. Ma la prassi e conseguente velocità nella trasmissione delle risposte svizzere dipende dall'accordo siglato tra USA e Svizzera in merito al "problema UBS".
Potete trovare il testo del comunicato stampa dell'Amministrazione Federale Svizzera delle Contribuzioni in questo link.
La prima considerazione è che la campagna di stampa italiana della scorsa settimana sul "segreto bancario morto" è, a mio parere, da ritenere senza fondamento. Lo stato di diritto ha prevalso, i clienti statunitensi di UBS sono comunque salvaguardati nei loro diritti come definito dalla Legge Svizzera.
Ciò è bene, mancasse altro che i trattati internazionali non sono più validi solo perchè uno Stato è più forte economicamente e militarmente di un altro Stato!
Sarebbe la fine della convivenza tra le nazioni e un patologico esempio di convivenza tra le persone.
Detto questo è importante comprendere la portata della richiesta americana: riguarda contribuenti già identificati dal fisco statunitense? Gli americani forniranno la prova che questi contribuenti si sono macchiati di frode fiscale?
Come dicono i francesi: "affarire a suivre", vi terrò informati.
Ti invito ad esprimere il tuo parere sulla questione:
Il segreto bancario svizzero sarà rispettato nel caso dei clienti americani di UBS?
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Keywords:
frode fiscale,
segreto bancario svizzero,
UBS,
USA
giovedì 20 agosto 2009
Tanto rumore per nulla!
La reazione della stampa italiana all'accordo Svizzera/USA su UBSLa reazione a caldo della stampa italiana all'accordo raggiunto tra Svizzera e USA in merito alla vicenda UBS è una dimostrazione di quanto sia necessario distorcere il significato degli eventi per adattarli alle necessità di cassa dello Stato.
La campagna mediatica per "spingere" il contribuente italiano ad aderire allo Scudo Fiscale 2009 passa anche attraverso la pubblicazione di notizie terroristiche e prive di fondamento.
Ottima l'analisi di Paolo Bernasconi
Al contrario è esemplare per obiettività l'analisi dell'accordo USA/Svizzera presentata per il "Sole 24 Ore" da Paolo Bernasconi (foto), ex procuratore pubblico svizzero, avvocato, uno dei massimi esperti del settore finanziario (link).
Bernasconi afferma che l'accordo è semplicemente la conferma dell'applicazione delle procedure previste dalla convenzione fiscale firmata nel 1996 dai due paesi: (... post completo qui ...)
Keywords:
accordo,
evasione,
frode fiscale,
segreto bancario svizzero,
Svizzera,
UBS,
USA
Che cos’è il segreto bancario in Svizzera

Lo stato attuale
In Svizzera il segreto bancario è uno strumento a supporto della protezione della sfera privata. Percepito dai cittadini come mezzo legittimo per equilibrare il potere dello Stato, il segreto bancario è fortemente ancorato nella coscienza degli svizzeri.
La democrazia svizzera concepisce il rapporto tra Stato e cittadino a gerarchia rovesciata: lo svizzero fa parte del “popolo sovrano” e non è suddito dello Stato. In Svizzera, i cittadini non vivono per lo Stato, ma è lo Stato ad essere a disposizione dei cittadini. Lo Stato deve fornire al cittadino i mezzi per poter difendere quella che in Svizzera è definita “la sfera privata”.
La principale differenza tra la Svizzera e le altre nazioni democratiche è che l’ambito della sfera privata è allargato anche ai dati patrimoniali e d’affari. Il diritto alla privacy non difende solo le informazioni in relazione alla religione, ai gusti sessuali, alla fede politica del cittadino, ma protegge da intromissioni non autorizzate da parte dello Stato o di altre persone.
Lo svizzero inorridisce alla descrizione della possibilità che un funzionario di medio livello di un'Agenzia delle Entrate provinciale ha di conoscere i dati patrimoniale di un contribuente.
Lo svizzero medio rimane agghiacciato dalla mancanza di sensibilità che porta alla pubblicazione nei quotidiani italiani delle liste "dei più ricchi".
Il segreto bancario svizzero non è un “escamotage” giuridico per attrarre investitori esteri ed i loro capitale presso le banche svizzere. È uno strumento interno, creato dagli svizzeri per gli svizzeri e fortemente voluto dalla popolazione.
Negli ultimi mesi il segreto bancario ha subito fortissimi attacchi da parte di Stati notevolmente più potenti della piccola Svizzera. La reazione degli svizzeri a questi attacchi è stata decisa, molto vigorosa, la percezione è stata quella di un attacco all’indipendenza del paese, alle sue abitudini democratiche, al rispetto delle prerogative del cittadino svizzero. Gli ambienti di destra hanno immediatamente lanciato una iniziativa popolare per difendere il segreto bancario. L’argomentazione principale è la difesa della patria dalle ingordigie dei paesi confinanti: Italia, Francia e Germania. Esaminando la locandina utilizzata, dalla destra politica, per propagandare la difesa del segreto bancario è facile percepire l’ansia dei settori economici che sarebbero toccati dalla fine del segreto stesso.
Un’iniziativa popolare lanciata dalla sinistra nel 1984, mirante alla soppressione del segreto bancario fu bocciata dal 73% dei votanti.
Questi dati forniscono la prova che il segreto bancario è parte del DNA svizzero.
Una pubblicazione dell’Amministrazione federale svizzera è illuminante al riguardo:
“Cosa significa libertà? Cosa significa indipendenza? E cosa hanno a che fare questi due concetti con il segreto bancario svizzero e con il diritto fiscale? Per molti può sembrare a prima vista difficile trovare un nesso tra questi concetti. Eppure questo nesso esiste. Esso risiede nella percezione di base della democrazia diretta, nella costruzione dello Stato dal basso verso l’alto e
nell’interpretazione svizzera dei diritti dei cittadini. Lo storico svizzero Herbert Lüthy ha constatato che il benessere delle nazioni cela un appello ai diritti dell’uomo, un appello a «un sistema chiaro e semplice di libertà naturale che consenta a ciascuno di perseguire i propri interessi, di disporre a propria guisa del suo lavoro e di quanto gli appartiene, di andare e di esercitare il commercio dove vuole e di svincolare lo Stato dall’obbligo tirannico e irrealizzabile ad un tempo di assegnare le loro attività a tutti i suoi cittadini, di sorvegliarli e di guidarli verso un presunto benessere – senza neppure saperlo o volerlo gli individui lo servono molto meglio nella libertà del mercato». Questa descrizione esprime la concezione liberale dei cittadini svizzeri.”
(Segreto bancario e questioni fiscali internazionali)
Come non farsi attrarre da un concetto di libertà come quello espresso in queste poche righe?
In Svizzera il segreto bancario è uno strumento a supporto della protezione della sfera privata. Percepito dai cittadini come mezzo legittimo per equilibrare il potere dello Stato, il segreto bancario è fortemente ancorato nella coscienza degli svizzeri.
La democrazia svizzera concepisce il rapporto tra Stato e cittadino a gerarchia rovesciata: lo svizzero fa parte del “popolo sovrano” e non è suddito dello Stato. In Svizzera, i cittadini non vivono per lo Stato, ma è lo Stato ad essere a disposizione dei cittadini. Lo Stato deve fornire al cittadino i mezzi per poter difendere quella che in Svizzera è definita “la sfera privata”.
La principale differenza tra la Svizzera e le altre nazioni democratiche è che l’ambito della sfera privata è allargato anche ai dati patrimoniali e d’affari. Il diritto alla privacy non difende solo le informazioni in relazione alla religione, ai gusti sessuali, alla fede politica del cittadino, ma protegge da intromissioni non autorizzate da parte dello Stato o di altre persone.
Lo svizzero inorridisce alla descrizione della possibilità che un funzionario di medio livello di un'Agenzia delle Entrate provinciale ha di conoscere i dati patrimoniale di un contribuente.
Lo svizzero medio rimane agghiacciato dalla mancanza di sensibilità che porta alla pubblicazione nei quotidiani italiani delle liste "dei più ricchi".
Il segreto bancario svizzero non è un “escamotage” giuridico per attrarre investitori esteri ed i loro capitale presso le banche svizzere. È uno strumento interno, creato dagli svizzeri per gli svizzeri e fortemente voluto dalla popolazione.
Negli ultimi mesi il segreto bancario ha subito fortissimi attacchi da parte di Stati notevolmente più potenti della piccola Svizzera. La reazione degli svizzeri a questi attacchi è stata decisa, molto vigorosa, la percezione è stata quella di un attacco all’indipendenza del paese, alle sue abitudini democratiche, al rispetto delle prerogative del cittadino svizzero. Gli ambienti di destra hanno immediatamente lanciato una iniziativa popolare per difendere il segreto bancario. L’argomentazione principale è la difesa della patria dalle ingordigie dei paesi confinanti: Italia, Francia e Germania. Esaminando la locandina utilizzata, dalla destra politica, per propagandare la difesa del segreto bancario è facile percepire l’ansia dei settori economici che sarebbero toccati dalla fine del segreto stesso.
Un’iniziativa popolare lanciata dalla sinistra nel 1984, mirante alla soppressione del segreto bancario fu bocciata dal 73% dei votanti.
Questi dati forniscono la prova che il segreto bancario è parte del DNA svizzero.
Una pubblicazione dell’Amministrazione federale svizzera è illuminante al riguardo:
“Cosa significa libertà? Cosa significa indipendenza? E cosa hanno a che fare questi due concetti con il segreto bancario svizzero e con il diritto fiscale? Per molti può sembrare a prima vista difficile trovare un nesso tra questi concetti. Eppure questo nesso esiste. Esso risiede nella percezione di base della democrazia diretta, nella costruzione dello Stato dal basso verso l’alto e
nell’interpretazione svizzera dei diritti dei cittadini. Lo storico svizzero Herbert Lüthy ha constatato che il benessere delle nazioni cela un appello ai diritti dell’uomo, un appello a «un sistema chiaro e semplice di libertà naturale che consenta a ciascuno di perseguire i propri interessi, di disporre a propria guisa del suo lavoro e di quanto gli appartiene, di andare e di esercitare il commercio dove vuole e di svincolare lo Stato dall’obbligo tirannico e irrealizzabile ad un tempo di assegnare le loro attività a tutti i suoi cittadini, di sorvegliarli e di guidarli verso un presunto benessere – senza neppure saperlo o volerlo gli individui lo servono molto meglio nella libertà del mercato». Questa descrizione esprime la concezione liberale dei cittadini svizzeri.”
(Segreto bancario e questioni fiscali internazionali)
Come non farsi attrarre da un concetto di libertà come quello espresso in queste poche righe?
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